COMUNICATO STAMPA

MIKI TALLONE
[come si sta laggiù]?

trittico in video
miki tallone
suono franco guntri

Officinaarte via Cantonale 57 CH-6983 Magliaso
dal 20 aprile al 4 maggio 2005
orari: sabato e domenica 14.00 - 17.00
mercoledì 20.00 - 22.00 o su appuntamento

inaugurazione 20 aprile 2005 ore 20.00
[camilla parini - viviana gysing - lucia adamo
performances 20 - 27 aprile - 4 maggio ore 20.00]



La seconda personale di Michela Tallone qui all'officina rappresenta per l'artista e per la sua opera il segno di un'importante svolta.
Il titolo di questa nuova installazione rivendica l'appartenenza ad un lavoro in progress. Non assistiamo infatti né a brusche virate stilistiche né a mutamenti repentini, o ad eccessive spinte d'entusiasmo. Siamo invece di fronte ad un'evoluzione lineare del lavoro di Michela, che rispecchia un diverso grado di coscienza dell'artista ed una nuova e più fisica presa di posizione rispetto all'immagine e - come spiegherò più tardi - alla sua presenza scenica.
Il richiamo all'età infantile - ad una sfera dell'intimo illibata - passa in secondo piano, rimanendo confinata alle sue origini prime cui questo lavoro malgrado tutto fa omaggio. Sono quindi i segni ed i gesti - disegnati con sempre maggior precisione - ad assumere qui l'importanza di un carattere nuovo; il coraggio di un'immagine.

Questa volta ancora l'esperienza diretta, la memoria, l'esserci dello spettatore, oltre a quello dell'artista, sono elementi centrali del rapporto che Michela desidera instaurare tra se stessa ed il suo pubblico. Come già era emerso in occasione della precedente esposizione all'officina (vedi comunicato precedente), tali elementi sono parti di uno stesso delicato intreccio. Ogni segno lasciato, che si tratti di un gesto o di un'immagine, diventa così una traccia da seguire, un oggetto fondamentale alla lettura di un'opera che si dà innanzitutto come percorso narrativo.
L'elemento nuovo sta dunque più che altro nella realizzazione di un diverso sistema d'esperienze. Entra in scena l'elemento fisico di cui già era stato annunciato il preludio. Il gesto che rivela di sé una tensione al drammatico, mette in evidenza un debito che l'artista ha suo malgrado nei confronti dell'espressione corporea. La presenza del corpo naturalmente non si risolve in una messinscena teatrale quanto piuttosto ad un più solido ancoraggio all'immagine iconica ed ad una più sicura occupazione dello spazio. È un ritorno all'immagine in un certo senso, che però si realizza solo grazie ad un principio che di per sé le è estraneo: il movimento.

Tre gesti, ciascuno generato da un lungo e preciso processo creativo, sono anzitutto il frutto imprescindibile di un profondo rapporto umano. Tre corpi occupano lo spazio scenico, lo percorrono e ridotti ad esprimere attraverso se stessi un unico motivo, un solo gesto ripetitivo, diventano essi stessi segni, figure, mezzo espressivo. Recuperare la memoria che ha originato questi gesti o attribuir loro un significato simbolico è in fin dei conti totalmente inutile. Questo lavoro di Michela Tallone - come d'altronde ogni altro suo lavoro fin qui noto - verte sull'estrapolazione di una dimensione introspettiva dello spazio fisico e sul tentativo di dilatare la percezione che si ha di quest'ultimo attribuendogli qualità sensibili e/o sensorie. Segni e gesti confluiscono quindi in un'immagine come fossero i suoni di uno stesso accordo; rivelando di sé frammenti della propria intimità. Si tratta quindi d'immagini temporanee, sensibili alle variazioni imposte dallo scorrere naturale del tempo.


Noah Stolz

Via Cantonale 57 CH-6983 Magliaso (Lugano)
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